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Associazione Culturale "I Cotrari du Pianu" - SAN GIOVANNI DI GERACE (RC)

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I MIEI RICORDI...
 

Foto dal Sud America (inviate da Massimo Mazzella) - Febbraio 2008

 
Il nostro amico Massimo Mazzella, ci ha inviato alcune belle immagini scattate durante il suo recente viaggio in America Latina.

Girando in lungo e in largo per il Sud America, Massimo ha immortalato splendidi paesaggi e magnifiche spiagge, che condivide con noi attraverso le pagine di questo sito.

Ha anche incontrato la comunità degli emigrati sangiovannesi, ai quali ha portato il saluto di tutti noi.

 

Una delle foto ritrae la statua della Madonna delle Grazie, conservata a Villa Dominico (nella provincia di Buenos Aires) nella sede dell'Associazione Calabrese "Maria SS. delle Grazie".

I componenti dell'Associazione sono emigrati del nostro paese che hanno portato anche in Argentina il culto della Vergine delle Grazie, Madre dei sangiovannesi in ogni parte del mondo.

LE PAROLE DI MASSIMO

Il messaggio che Massimo Mazzella ha inviato al nostro guestbook il 16/12/2007

Cari sangiovannesi, come vi avevo promesso vi dò alcuni dettagli dell'incontro avvenuto pochi giorni fa a Villa Dominico (Buenos Aires - Argentina) tra il sottoscritto e l'ing. Rocco Vincenzo Mulè, il quale mi ha fatto la gradita sorpresa di preparare una festicciola in mio onore presso la sede dell'associazione "Madonna delle Grazie - San Giovanni di Gerace" di cui è presidente. Ho avuto l'onore ed il piacere di incontrare molte persone simpatiche ed estremamente affettuose nei miei confronti. Dò un elenco dei nomi che rammento e mi scuso in anticipo per le inevitabili dimenticanze: Carmelo Muscari, Carmelina Fortuna, Juan Carlos Mesiti, Carmelo Pancallo, ecc. Non sono riuscito a vedere la statua della Madonna delle Grazie conservata presso la chiesa di San Josè, in quanto la stessa (essendo orario serale) era chiusa. Mi riprometto di farlo al mio ritorno a Buenos Aires in febbraio. Si conserva però presso la sede dell'associazione un'altra statua della Madonna, venuta "male" e per questo a suo tempo (circa 25 anni fa) scartata dall'autoritá religiosa locale. Ma la cosa interessante è che (come mi ha raccontato l'ing. Mulè), quando si trattò di distruggerla, gli unici tre che si erano offerti per l'ingrato compito ebbero improvvisamente gravi problemi di salute e non poterono assolvere al loro incarico. Questo venne giustamente interpretato, se non come un miracolo, almeno come una chiara volontà della Vergine. Per cui venne deciso che la statua fosse custodita presso la sede dell'associazione, dove tuttora si trova. Un abbraccio a tutti.
 

 
La vecchia fontana di Piazza Vittorio Emanuele (Febbraio 2008)

di Aldo Pietro Nigro

Il nostro amico "Don Pietro" ci ha fatto avere un suo scritto di alcuni anni fa nel quale descrive la vecchia fontana artistica che faceva bella mostra di sé, un tempo, in Piazza Vittorio Emanuele.

La bella fontanella metallica, alla quale si sono dissetate generazioni di sangiovannesi, viene celebrata come emblema di un passato povero ma felice, in cui la gioia dello stare insieme prevaleva su ogni altra tentazione.

La vecchia fontanella, che ora si trova presso il Cimitero Comunale, è, dunque, simbolo dei tempi che cambiano e del futuro che arriva con le sue novità a travolgere ogni cosa, lasciandoci solo la consolazione dei ricordi.

Si tratta di una bella pagina di storia paesana, che vi proponiamo con piacere, invitando tutti i visitatori di questo sito a mandarci i ricordi del passato a San Giovanni di Gerace.

(E-mail associazione@sangiovannidigerace.com)

 

(Scarica la VERSIONE STAMPABILE in .pdf)

 
Era là, diritta come un corazziere sull’attenti, la vecchia fontana della piccola piazzetta, che illuminava la stessa, con la sua lanterna posta in cima a quel tubo di ferro alto più di tre metri.
L’alimentazione della lanterna era a petrolio perché in quel tempo ancora l’elettricità non aveva fatto la sua apparizione in paese.
La gente, nella semplicità di una volta si accontentava così, ed era fiera di ammirare la sua bella fontana che dalla bocca del suo mascherone, stampato nel ferro, sgorgava acqua limpida e fresca.
Alla sera, gli uomini, ritornati dai campi, si riunivano in gruppetti per discutere dei loro piccoli problemi ed aggiornarsi di quello che accadeva in paese. Anche la fontana, con il rumore dell’acqua che scorreva giù, sembrava partecipare ai discorsi delle persone che gli stavano vicino.
Quanti discorsi ha sentito, quanti volti ha visto quella fontana, che col passare del tempo incomincia su di essa ad affiorare qualche punto di ruggine.
Arriva l’elettricità per le strade ed in piazza, l’oscurità ora è interrotta dalla luce emanata dalle lampade elettriche. La gente resta meravigliata per questa nuova affascinante invenzione, tanto che si dimentica della vecchia lanterna appollaiata sul fusto della vetusta fontana.
Passa il tempo e, la fontana, che resta lì, sotto i raggi infuocati del sole e sotto le intemperie e i rigori del freddo, per dissetare tutti quelli che attingono le sue fresche acque, perde la sua bella lanterna. Rimane il tronco rivolto verso il cielo, è come se l’avessero decapitata.
Cambia la gente, le abitudini si trasformano, non ci sono più quegli umili abitanti che hanno visto posare la bella fontana sul suo piedistallo fatto per la prima volta di pietra granitica.
Non si curano di lei, la sua figura passa quasi inosservata.
Non ci sono più quelle persone che con i barili sulla groppa degli asinelli venivano ad attingere l’acqua, o quei gruppi di fanciulle che con l’anfora in testa aspettavano il loro turno per poterle riempire.
Perché tutte queste cose non si vedono più?
Dopo la corrente elettrica, è arrivata anche l’acqua nelle case.
Ecco il motivo per cui la fontana, che era l’orgoglio dei vecchi, per i giovani quasi non ha più importanza.
Ma che succede ancora alla bella fontana?
Sono passati molti e molti anni dalla sua prima apparizione e a causa delle intemperie, dopo aver perduto la lanterna, cade anche il fusto.
Rimane la base, alta non più di un metro, sempre pronta però a dissetare tutti quelli che si avvicinano alla sue limpide acque.
La vecchia fontana non c’è più, il suo posto è stato preso da una moderna montanina fatta di marmo.
E allora dov’è andata a finire quella fontana, che ha visto tanti volti di vecchi cittadini, che ha sentito tanti discorsi fatti in piazza da umile gente, che partecipava con lo scroscio delle sue acque, all’allegria di tanti ragazzini, che con i loro giochi scorazzavano felici intorno ad essa?
Ora è là, piazzata accanto ad una scaletta del cimitero, come fosse un suo desiderio, muta e silenziosa nel rispetto dei morti, restando in attesa di porgere un po’ d’acqua per innaffiare un fiore sulla tomba di chi per lunghi anni le è stato amico.

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