San Giovanni di Gerace

 

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Chiesa di San Giovanni Battista

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STORIA DEL SANTUARIO

La chiesa di S. Maria delle Grazie a San Giovanni di Gerace (RC) è uno dei centri mariani più importanti della Locride e accoglie ogni anno, specie la terza domenica di settembre, giorno dei festeggiamenti in onore della Vergine, centinaia di pellegrini da tutte le zone della regione.

A conferma della grande rilevanza di questo luogo di culto, il 31 maggio 1960 il Vescovo di Locri-Gerace, Mons. Pacifico M.L. Perantoni, con un suo «Decreto circa i Santuari della Nostra Diocesi» elevò il santuario di San Giovanni di Gerace a santuario maggiore, riconoscendone la grande importanza storica e religiosa.

La storia del Santuario è la storia di San Giovanni di Gerace, infatti il piccolo centro collinare è cresciuto, nei secoli, sotto il forte impulso della fede mariana. La crescita culturale e sociale del borgo è in stretto legame con la cronistoria degli eventi ecclesiastici legati alla chiesa delle Grazie e alle altre chiese del paese.

 

Le origini del culto della Madonna delle Grazie

Una piccola cappella rurale di origine monastica, in cui veniva venerata l’immagine della Madonna degli Angeli, esisteva, in località Lo Monacello (detta attualmente Madonna, abbastanza distante dal centro abitato), sin da tempi non precisati, ma sicuramente la fondazione di questa chiesetta risale all’epoca bizantina (VI - XI secolo), periodo in cui i monaci basiliani stanziati nell’Italia meridionale in seguito alle persecuzioni cui erano soggetti in oriente andavano fondando cappelle e monasteri soprattutto in Calabria.

Già nel quattrocento, però, si era persa la memoria di questa chiesa, di cui rimanevano soltanto alcuni ruderi diroccati, come narrano alcuni canti popolari.

Dopo una miracolosa apparizione della Vergine nei pressi della cappella abbandonata - secondo la tradizione popolare - se ne decise la ricostruzione e l’intero popolo si adoperò per la creazione del nuovo edificio di culto.

Il nuovo maestoso tempio, dedicato alla Madonna delle Grazie, era ad una navata e aveva una piccola cupola che copriva l’altare, nella parete di fondo vi era la pittura murale raffigurante la Vergine delle Grazie; c’erano inoltre due altari laterali dedicati a Sant’Anna e alla Madonna del Monte Carmelo. L’atto fondativo di questa chiesa risale al 13 dicembre 1649, data di emanazione di un Atto Capitolare con il quale la curia di Gerace concesse all’amministrazione comunale di San Giovanni il giustopatronato sulla chiesa in costruzione.

Nella chiesa venne successivamente collocata la statua della Vergine, splendido gruppo ligneo raffigurante Maria col Bambino circondata da una foltissima schiera di angeli, opera eseguita dallo scultore romano Bernardo Valentini nel 1760.

La chiesa subì gravi lesioni in seguito al terremoto del 5 febbraio 1783 a tal punto che vari lavori di restauro risultarono vani, visto che lo scisma aveva dato vita ad un susseguirsi di smottamenti causati dalla rottura di falde acquifere sotterranee. Verso il 1828 la chiesa era completamente in rovina e non era più agibile al culto. La statua della Vergine delle Grazie, rimasta illesa, venne trasportata nella chiesa Matrice dell’Assunta, e vi rimase per quasi settant’anni.

                                                                                             

Il nuovo Santuario

L’ideazione della chiesa attuale avvenne nel secolo scorso, precisamente nel biennio 1843/1844, ad opera di Giuseppe Alberto Barlaro, allora sindaco di San Giovanni di Gerace. Egli, insieme al fratello Carmelo, diede l’impulso creatore per l’edificazione del tempio. 

I primi lavori cominciarono nel 1844 ad opera di volontari, ma la costruzione ufficiale fu iniziata nel 1848 su progetto dell’ingegnere d’Intendenza Francesco Lofaro; la chiesa fu ufficialmente aperta al culto, quasi sessant’anni dopo, nella Pasqua del 1904.

 Un ruolo importante nell’edificazione del Santuario fu quello svolto da Mons. Domenico Antonio Nadile (1848-1918), il quale si adoperò a sue spese per la costruzione del campanile, del tetto, della volta e di tutte le decorazioni interne. Una lapide marmorea posta sulla facciata della chiesa ricorda questa figura importantissima per il Santuario.

Il tempio, ad una navata sovrastata da una maestosa volta, fu decorato dal valente artista Francesco Gangemi con pregevoli stucchi. Sopra l’altare maggiore, marmoreo, una splendida nicchia costruita alla fine degli anni ‘40 da Raffaele Pata, discepolo del Gangemi, accoglie la statua della Madonna. Altre edicole all’interno della chiesa fanno da cornice alle statue di Santa Filomena, S. Maria del Carmelo, San Giuseppe, San Pietro.

Nel corso degli anni l’edificio si è andato arricchendo di nuove opere, che hanno aumentato il suo valore artistico ed estetico. Vari restauri sono stati fatti alla facciata e agli stucchi e alla fine degli anni settanta sono state eseguite dal pittore Corrado Armocida le quattro tele dei miracoli, collocate nelle finestre murate alla base della volta; nei grandi finestroni sono state collocate delle vetrate raffiguranti alcuni Santi (Sant’Antonio da Padova, San Giovanni Battista, l’Immacolata, San Giuseppe, San Francesco d’Assisi, San Pietro). è stata costruita la monumentale cupola (1974), che sovrasta l’altare maggiore, alla cui sommità esterna è posta la statua marmorea del Redentore. Nella facciata due piccole nicchie accolgono due statue raffiguranti San Pietro e San Paolo.

Nei primi anni Novanta il Santuario ha acquistato la Villa Ferraro, una struttura adiacente al Santuario stesso e destinata ad ospitare i numerosi pellegrini che si recano a San Giovanni ogni anno,  per venerare la Vergine delle Grazie. 

 

          BIBLIOGRAFIA

VINCENZO NADILE, Maria SS.ma delle Grazie nella fede e nella tradizione a San Giovanni di Gerace e in Australia, Edizioni Frama Sud, 1979;
VINCENZO NADILE, Il Santuario di Maria SS.ma delle Grazie in San Giovanni di Gerace e l’atto capitolare del 13 dicembre 1649 - indagini                    storico-giuridiche, Editrice Mit Cosenza, 1970;
EMILIO BARILLARO, Il «mio bel San Giovanni» (San Giovanni di Gerace) - Lineamenti di storia municipale, Editrice Nossis, 1969;
Top GIOVANNA ALMERICO, Tesina San Giovanni di Gerace e il Santuario di Maria SS. delle Grazie, Istituto di Scienze Religiose - Locri (RC), 1999.

 

La Chiesa matrice, dapprima economale, è dedicata a S. Maria Assunta e fu elevata a parrocchia le verso il 1613. Solo nel 1756 fu conferito al parroco, dal vescovo Rossi. il titolo di arciprete.

Non si conosce l'anno di fondazione, ma già nel 1556 era retta da Troylo Naymo, sacerdote del luogo, deceduto il 13 ottobre 1574 e nel 1575, da don Giovannello Pittari. Distrutta dal terremoto del 1638, fu ricostruita nella seconda metà del sec. XVII. secondo un progetto tipico di costruzione di chiese a due navate. Il paliotto dell'altare maggiore, in marmo pregiato, porta lo stemma della Famiglia Aragona de Ajerbe, che tenne signoria a Grotteria dal 1577 al 1613. La pila nell'acqua santa, secentesca, è in marmo rosato. Si ha da lamentare la demolizione, nel 1956, quando è stata riparata la chiesa per i danni alluvionali subiti, nel 1951 e nel 1953, della cantoria e dell'organo a canne, costruito a Napoli dalla ditta Giovanni e Pietro Petillo. Nell'abside, si conserva una tela secentesca, dipinta ad olio, di scuola meridionale raffigurante Maria SS.ma Assunta in Cielo, restaurata, nel 1845, dall'artista napoletano G, De Pierro.

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Chiesa di San Giovanni Battista, patrono del paese. Sorge nelle adiacenze della c.d. « Corte », dei Baroni di Grotteria. Non si conosce l'anno di fondazione, ma deve essere molto antica, essendo sorto, intorno ad essa, con l'omonìma comunità basiliana, il primo nucleo del centro abitato Sangiovannese. E' ad una navata, armonica nelle sue strutture; nella parte absidale è decorata con pregevoli stucchi. Sulla parete di fondo, dietro lo altare maggiore, c'è la cappella, opera di Mastro Raffaele Pata, nel la quale viene custodita la maestosa ed artistica statua lignea del Santo Patrono, opera di scuola napoletana, restaurato da Rocco Morizzi, da Tresilico. nel 1889, e, da Fortunato Salerno da Gerace. nel 1944. Oltre all'altare maggiore ci sono altri due altari laterali: quello della parete di destra. dedicato alla Madonna del Carmine. con grande tela ad olio raffigurante la titolare; e quello della parete di sinistra. dedicato a S. Francesco di Paola. del quale si conserva un quadro su tela ad olio. rifatto a spese della Commissione diocesana di Gerace presieduta da mons. Luigi Perrone. vescovo diocesano dal 1834 al 1852. Viene custodito in essa anche un artistico quadro dipinto ad olio Su tela. opera di Giuseppe Cavaleri (1861). raffigurante il Precursore nell'atto di additare. presso le sponde del Giordano, il Messia. Anche qui è da lamentare la distruzione di un piccolo organo a canne. commissionato dalla Congrega (Confraternita o Fratellanza) di S. Giovanni Battista, per 20 ducati, al sig. Salvatore Antonio Picardi organaio, oriundo siciliana. ma che è vissuto. esercitando lo suo professione, a Gioiosa Jonica. Gli ultimi lavori recenti eseguiti sono stati la costruzione della sacrestia e il rifacimento dell'intero tetto, e nel giugno 2002, il restauro di una parte della statua di San Giovanni Battista a cura del artista Corrado Armocida.

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