Attilio Papandrea, scultore

 

Questa pagina è dedicata all'attività dello scultore Attilio Papandrea, giovane artista sangiovannese che con le sue opere si è fatto conoscere e apprezzare in varie parti d'Italia e del mondo, contribuendo a diffondere l'immagine di questo paese, San Giovanni di Gerace, e delle energie positive che lo popolano.

"I Cotrari du Pianu" vogliono esprimere con questa pagina la propria riconoscenza a "Mastru Attilio", che ha più volte dimostrato la propria disponibilità e la propria amicizia verso l'Associazione.

 
 

 

Curriculum

Attilio Papandrea è nato nel 1962 a San Giovanni di Gerace (RC), dove vive e lavora.

Diplomatosi in Scultura nel 1985 presso l'Accademia delle Belle Arti di Brera (Milano), ha partecipato a numerose mostre ed esposizioni. Le sue opere si trovano presso numerose collezioni private ed enti pubblici.

 

Attilio Papandrea nel suo studio tra i suoi lavori

     
     
     
 

Principali Esposizioni e riconoscimenti ricevuti

1983 - Alessandria, Galleria Guerci.

1985 - Milano, Accademia di Brera, Proposta di recupero urbano per la città di Tortona (AL).

1985 - Monza, Lions Club, Villa reale, X edizione del Premio di arti plastiche e figurative per giovani artisti.

1985 - Milano, 1° classificato al concorso "Un'immagine per il Garibaldi", ASOPEC.

1995 - Gerace (RC), Chiostro di S. Francesco, "Sculture sotto le stelle".

1997 - Gran Canaria (Spagna), premio internazionale Oscar d'Oro 1997.

 

 

     
 
 
   

ATTILIO PAPANDREA, SCULTORE (di Massimo Mazzella)

Parlando di Attilio Papandrea, scultore in S. Giovanni di Gerace, bisogna necessariamente considerare quelle che sono le sue radici etniche e culturali. Questo ancor giovane artista calabrese vive, tuttora, circondato e immerso in un mondo contadino, rimasto pressoché incontaminato, nei suoi tratti essenziali, da secoli. I valori e le aspirazioni che animano la gente che popola questo “microcosmo” sono quelle stesse che ispirano l’arte di Attilio Papandrea. Dalle sue opere trasuda l’essenza vitale di un popolo indomito, che la difficoltà di una vita piena di sacrifici ha forgiato, giorno per giorno.

Bisogna conoscerla davvero come il sottoscritto, questa gente tenace (fino alla testardaggine), per comprendere in pieno ciò che trasuda da ogni opera del nostro artista. È la natura del luogo natio ad offrire, generosa, le materie prime dalle quali prendono forma le figure figlie dello spirito e della fantasia dello scultore. Egli riesce, quasi per magia, a dare vita a forme astratte, strappandole dal legno di ulivo (“ajivara”) in cui sono nascoste.

 Dalla pietra calcarea (“petra morta”) prendono forma, invece, figure mitologiche, antico retaggio di ascendenze elleniche. Con la creta (“crita”) ed il gesso (“gissu”) Attilio Papandrea riesce a dar forma e nuova vita a volti di contadini, nella loro sofferenza e fierezza, e a figure religiose e votive, che rispecchiano in pieno la pietà e la devozione popolari. Scultore completo, quindi, il nostro artista, interprete autorevole dei sogni e dei bisogni della sua gente.

Caparbio, testardo, infantile quasi, nella sua semplicità e nel suo entusiasmo, che, spesso, il sottoscritto cerca di scoraggiare, sortendo puntualmente l’effetto contrario. In lui e per lui rivendicano la loro presenza generazioni e generazioni di contadini e artigiani senza nome (essendo lui stesso contadino e artigiano), che la storia ufficiale ha ignorato e continua a ignorare.

Mi piace concludere queste note rammentando l’affetto profondo che mi lega ad Attilio da oltre un trentennio: eravamo bambini quando iniziammo la nostra amicizia, trasformatasi ben presto in un rapporto di veri fratelli. È per questo che posso ben dire, con cognizione di causa, quanti meriti abbia questo piccolo grande artista, che ha sempre conservato nell’animo il senso profondo dell’orgoglio delle proprie origini e, allo stesso tempo, di grande umiltà, pronto cioè a rimettersi in discussione ogni momento, alla ricerca di nuove forme espressive, per ricominciare daccapo con nuovo entusiasmo.

Attilio, continua sempre così!

     
   

(Articolo tratto da "La Campana")

 
 
 
GALLERIA VIRTUALE
Alcune recenti opere di Attilio Papandrea (clicca sulle foto per ingrandirle)
         
   
         
   
 
 
Contatti
 
E-mail: attilio_papandrea@tin.it 
 
 
 

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